La Scuola in Ospedale

Scuola Media Diego Vitrioli

Progetto di Istruzione domiciliare per alunni impossibilitati a frequentare temporanemente la scuola

Scuola a domicilio

Il servizio di istruzione domiciliare può essere erogato nei confronti di alunni, iscritti a scuole di ogni ordine e grado i quali, già ospedalizzati a causa di gravi patologie, siano sottoposti a terapie domiciliari che impediscono la frequenza della scuola per un periodo di tempo non inferiore a 30 giorni.

     In accordo al Protocollo di Intesa “Tutela dei diritti alla salute, al gioco  all’istruzione ed al mantenimento delle relazioni affettive ed amicali dei cittadini di minore età malati” (stilato il 27 settembre 2000 tra il Ministero della Pubblica Istruzione, della Sanità e della Solidarietà Sociale) le attività didattiche vengono considerate – ferma restante la priorità dell’intervento medico sanitario – come parte integrante del processo curativo al fine di contribuire al mantenimento o al recupero dell’equilibrio psicofisico di alunni malati.

Molti di loro, dopo il periodo di ospedalizzazione, risiedono in un domicilio temporaneo o nel loro domicilio, in attesa di completare il ciclo di cure.

Al fine di poter offrire loro la possibililtà di mantere vivo il tessuto di relazioni con il mondo scolastico, si è pensato di “far arrivare la scuola a casa dell’alunno”.

Il progetto, quindi, consente all’insegnate di raggiungere gli alunni presso i rispettivi domicili, permettendo loro di rimanere il più possibile nel proprio ambiente famiglare abituale di vita.

     Le figure professionali coinvolte saranno  gli insegnanti del Consiglio di Classe che hanno dichiarato la loro disponibilità ad effetturare l’insegnamento domiciliare.

    Le modalità di verifica e valutazione del processo formativo avverrà attraverso di un’analisi oggettiva, mentre le verifiche degli obiettivi didattici programmati verteranno sull’area cognitiva ed affettiva.

Per gli obiettivi educativi le verifiche riguarderano: la motivazione al lavoro scolastico e il grado di coinvolgimento, la disponibilità alla collaborazione, la crescita dell’autostima, l’accettazione del concetto di “errore costruttivo”

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